Marlene Kuntz a Roma, la recensione del concerto

Scritto da il 25 Luglio 2024

COMPLIMENTI PER LA FESTA. E GRAZIE PER AVERCI INVITATI.

Il tour celebrativo per i trent’anni di Catartica ha fatto tappa all’Ippodromo delle Capannelle in occasione della rassegna Rock in Roma, tra tuffi nel passato, botte di nostalgia, emozioni forti, suoni sempre più potenti e viscerali.
Catartica, capolavoro spartiacque nella storia della musica italiana, è stato per molti un tassello importante, un pezzo fondamentale di adolescenza o di giovinezza; proprio per questo l’atmosfera pre-concerto sa un po’ di Amarcord, con giovani e diversamente giovani lì a disquisire e a ricordare le prime volte, i primi festival, le prime esibizioni con pochissimo pubblico e i tanti aneddoti legati alla band di Cuneo.
Qualcuno si aspetta l’esecuzione in sequenza di tutto l’album, dal primo all’ultimo brano, ma sin dalle prime note del concerto capiamo che non sarà così. Trasudamerica parte forte e coinvolgente, per poi lasciare spazio a Canzone di domani e a Gioia (che mi do). Guardo chi mi sta accanto e leggo negli occhi di tutti la felicità di aver ritrovato degli
amici lontani con cui si è condiviso molto e la voglia di rivivere per una manciata di minuti le stesse atmosfere e le stesse vibrazioni che un tempo ci facevano emozionare.
Cristiano Godano, dinoccolato e tarantolato nelle sue performance sempre assai generose e, se vogliamo, un po’ isteriche, saluta il pubblico, nota con piacere la presenza sotto al palco delle nuove generazioni, dedica il concerto (e l’intero tour) a Luca Bergia, batterista fondatore della band scomparso improvvisamente nel 2023, e sottolinea che

si, ci troviamo al tour celebrativo di Catartica, ma non per questo non verrà dato spazio agli altri due album successivi targati Marlene: Il Vile e Ho ucciso paranoia.

E dunque arrivano prepotenti L’agguato e Lamento dello sbronzo a ricordarci che Catartica sarà pure un capolavoro, ma che anche gli altri non sono da meno. Ma soprattutto ci dicono che i Marlene sono tutto tranne che dei nostalgici ancorati al passato: le canzoni del 1994, riarrangiate, suonano più contemporanee, potenti e aggressive che mai e i testi vengono urlati con la stessa consapevolezza di allora.
Dopo la parentesi intimista di Infinità ed Ineluttabile si entra nel vivo della festa e nel delirio collettivo: arrivano una dopo l’altra Lieve, Festa Mesta, Sonica e Nuotando nell’aria, che chiude la prima parte di concerto. I nostri non impiegano troppo tempo a tornare sul palco, per regalarci ancora emozioni fortissime con Come stavamo ieri, Ape Regina e, gran finale, M.K.
I Marlene Kuntz, con questo tour, hanno dimostrato a tutti (come se ce ne fosse bisogno) di poter dire ancora la loro nel panorama della musica alternativa italiana, di essere in una forma strepitosa, invidiabile e di avere ancora tantissima voglia di infiammare le platee condividendo musica e parole.
Ricordiamo che sul palco, accanto a Cristiano Godano e Riccardo Tesio, le due chitarre storiche, hanno suonato Luca “Lagash” Saporiti al basso, Davide Arneodo a synth, violino e percussioni e Sergio Carnevale (ex Bluvertigo) alla batteria. Nulla da aggiungere se non complimenti per la festa.

E grazie per averci invitati.

Scaletta:

Trasudamerica
Canzone di domani
Gioia (Che mi do)
Fuoco su di te
L’agguato
Lamento dello sbronzo
Mala Mela
1° 2° 3°
Infinità
Ineluttabile
Lieve
Festa Mesta
Sonica
Nuotando nell’aria

Bis:
Come stavamo ieri
Ape Regina
M.K.

By Federica Baglioni

 

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